Rilievo 3D, restauro digitale e plastico in stampa 3D della Torre di Tor Caldara

11 Apr Rilievo 3D, restauro digitale e plastico in stampa 3D della Torre di Tor Caldara

Continua la presentazione dei project work realizzati dai partecipanti alla prima edizione di Makars, qui potete leggere quelli che abbiamo già pubblicato: www.mak-ars.it/project-work/.

Il progetto che vi presentiamo oggi è stato realizzato da Claudia Carpineti, Laureata in Scienze Storiche e laureanda in Storia della Civiltà Cristiana. Già nel 2014 ha conseguito l’attestato di competenza teorica per il pilotaggio dei Sistemi Aerei a Pilotaggio Remoto e ha partecipato come relatrice al Meeting “Donne Pilota” durante il ROMA DRONE EXPO nel maggio 2015. Attualmente fa parte del comitato tecnico del GREAL, Laboratorio di Ricerca Geografica Applicata dell’Università Europea di Roma.

Partendo da una rilievo fotografico realizzato da UAV, ha prima ricostruito in Image-based Modeling i resti della Torre di Tor Caldara e successivamente in modellazione 3D ha ricreato le parti mancanti della struttura. Infine, in stampa 3D ha riprodotto in scala sia la struttura attuale delle torre, sia le parti mancanti e ricostruite.[/vc_column_text]

Tor Caldara è una torre costiera del Lazio situata nella Riserva Naturale Regionale Tor Caldara nel Comune di Anzio (RM). La torre è stata edificata presumibilmente alla metà del XVII secolo a difesa di quel tratto di costa contro eventuali sbarchi armati. Si suppone che la sua edificazione sia avvenuta anche a difesa delle caldare delle miniere di zolfo, sorte in questa zona dal 1569 a prima del 1828, e che avrebbero dato il toponimo alla torre e all’intera zona.

La torre era probabilmente più alta in origine. Da un disegno settecentesco appare a tre piani, con la porta di ingresso sopraelevata accessibile tramite una rampa di scale. Di forma circolare, con un diametro di circa 10 metri e l’altezza di 9 metri, restò in efficienza finché durò l’attività estrattiva. La torre subì gravissimi danni nel 1813, nel corso di un bombardamento operato dalle navi inglesi che avevano violato il blocco continentale napoleonico, durante il quale la stessa località di Porto d’Anzio venne semidistrutta. Tor Caldara fu scenario anche dei violenti scontri anche del cosiddetto Sbarco di Anzio: ne sono testimonianza i resti di bunker alleati.

Il lavoro di Claudia può essere suddiviso in tre fasi principali.

Per prima cosa è stato realizzato il rilievo fotografico della Torre, sia scattando foto da terra, sia per mezzo di drone; al termine del rilievo sono state prese alcune misure di riferimento della struttura per poterla correttamente scalare.  A seguire il dataset di immagini è stato elaborato con il software di fotomodellazione Agisoft Photoscan. Al termine di questa prima fase del lavoro è stato ottenuto un modello 3D ad alta risoluzione della Torre, in scala e con texture a colori.

Nella seconda fase del progetto, partendo dal modello realizzato in fotomodellazione, Claudia ha restaurato digitalmente la struttura. Avendo come riferimento il disegno artistico della Torre risalente al 1691, Claudia ha modellato in 3D con Blender la parte superiore della struttura.

Nella terza ed ultima fase del progetto entrambi i modelli, sia quello ottenuto da rilievo che la parte ricostruita in modellazione 3D, sono stati riprodotti in scala con la stampante 3D WASP Delta 20 40, utilizzando come materiale un PLA color terracotta.

Il risultato è un plastico che ricostruisce la forma originaria della Torre: la riproduzione realizzata da Claudia permette di ammirare la struttura originaria semplicemente sovrapponendo la parte mancante alla struttura attuale.

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