Mission

L’immagine dell’Italia come terra straordinariamente ricca di patrimonio culturale è tutta nella presenza diffusa, capillare, viva di un patrimonio solo in piccola parte conservato nei Musei e che incontriamo, anche senza volerlo e anche senza pensarci, nelle piazze e nelle strade delle nostre città, nei palazzi, nelle chiese…

Il patrimonio culturale è il fulcro dell’identità del Paese e i Beni Culturali sono le tracce del nostro passato e ci raccontano di un mondo che non c’è più, ma dal quale proveniamo. Queste tracce devono essere conservate, divulgate e valorizzate al meglio; ciò è vero soprattutto in un momento di profonda trasformazione di valori e di crisi di identità come quello che stiamo oggi attraversando.

Conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale sono ambiti che hanno ottenuto molti benefici dai progressi recenti delle tecnologie digitali, sperimentando e applicando sempre più spesso soluzioni mutuate da discipline di altri settori scientifici.

Basti pensare alle possibilità oggi offerte dalla rete intranet 4G nella diffusione delle informazioni e alla possibilità di raggiungere ovunque un pubblico sempre più vasto, offrendo contenuti di qualità e personalizzati attraverso applicazioni e servizi per smartphone e tablet. Oppure si pensi alle possibilità offerte dalla tecnologia della stampa 3D per riprodurre opere d’arte e facilitare l’accesso ai nostri Musei a persone non vedenti, o per creare attività didattiche per le scuole, o per realizzare restauri integrativi in tempi rapidi e a costi contenuti.

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Musei, Monumenti, Aree archeologiche

100

milioni di visitatori ogni anno

Le moderne tecnologie digitali si caratterizzano sempre più come strumenti d'innovazione indispensabili e costituiscono il valore aggiunto di qualsiasi progetto culturale.

Nel contesto delle tecnologie applicate ai Beni Culturali, grande attenzione è attualmente rivolta alle tecnologie di Time Compression (TCT – Time Compression Technologies), quali ingegneria inversa, realtà virtuale e prototipazione rapida.

La ingegneria inversa è una metodologia che consente, partendo da un oggetto reale, di ottenere il corrispondente modello 3D digitale attraverso sistemi di scansione tridimensionale. Per realtà virtuale si intende un ambiente tridimensionale generato dal computer, in cui un utente può interagire in tempo reale con i modelli 3D digitali. Infine, la prototipazione rapida abbraccia una serie di tecnologie che sono in grado di riprodurre fisicamente un oggetto per addizione di materiale layer by layer, a partire da un modello 3D digitale e utilizzando processi altamente automatizzati.

Le tecnologie di Time Compression si sono da tempo imposte nell’ambito della progettazione industriale per sostenere l’innovazione di prodotto e migliorare la competitività, ma, grazie alla loro trasversalità e flessibilità, possono essere applicate anche nel campo dei Beni Culturali per progettare nuove modalità di intervento.

33%

Ingegneria inversa

33%

Realtà virtuale

33%

Prototipazione rapida

Negli ultimi anni si sono moltiplicate le esperienze interdisciplinari di trasferimento tecnologico finalizzate alla diffusione di tali tecnologie dall’ambito dell’ingegneria industriale a quello della conservazione e valorizzazione dei Beni Culturali. In questo contesto il trasferimento tecnologico va inteso non tanto in senso verticale tra centri di ricerca e aziende, quanto in senso orizzontale, cioè tra campi di ricerca afferenti a discipline diverse. Queste esperienze hanno mostrato la necessità di introdurre nuove figure professionali a supporto di quelle tradizionali dell’archeologo, dell’architetto, del restauratore e del conservatore: tra queste professionalità figurano gli esperti di modellazione 3D, di ingegneria inversa e di prototipazione rapida.

Ne consegue la necessità di coordinare tra loro professionisti afferenti a settori disciplinari diversi, valorizzandone le specifiche competenze e al tempo stesso favorendone l’integrazione. La ricerca di nuove metodologie di lavoro, infatti, non può prescindere dal confronto con l’approccio tradizionale, rispetto al quale strumenti e metodi dell’ingegneria industriale possono porsi non in maniera alternativa, ma complementare.

La conoscenza e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale deve quindi accompagnarsi alla formazione di nuove professionalità in grado di coniugare saperi tecnologici e conoscenza storica, capaci di esplorare tutto il potenziale delle nuove tecnologie, a partire dagli strumenti utili per una migliore conservazione e fruizione del patrimonio culturale. In questo senso la formazione in ambito culturale deve uscire dagli standard disciplinari e saper proporre una didattica dove saperi umanistici e tecnologie digitali costituiscano una miscela proporzionata ed equilibrata.

Makars nasce proprio con questo obiettivo: formare professionisti in possesso di competenze trasversali, che, partendo da una solida formazione tradizionale, siano capaci di sfruttare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e in grado di orientarsi, in modo competitivo, nelle evoluzioni del settore culturale.