Il restauro digitale per la scultura

19 Apr Il restauro digitale per la scultura

Il project work che vi presentiamo oggi è stato realizzato da Francesca Montagnaro al termine della prima edizione di Makars (qui potete leggere quelli che abbiamo già pubblicato: www.mak-ars.it/project-work/).

Francesca Montagnaro è laureata in Storia e Critica d’Arte presso l’Università degli Studi di Salerno dove, in praticolare, ha approfondito le applicazioni che le tecniche digitali possono avere in campo culturale e museale. E’ inoltre membro attivo della Community di 3D Virtual Museum.

Francesca ha incentrato il proprio project work sul restauro virtuale di alcune opere conservate al Museo Archeologico Provinciale di Salerno, integrando tecniche di rilievo 3D da immagini, modellazione 3D e scultura digitale.

Il progetto di Francesca è incentrato su due opere: un capitello corinzio con base di colonna e una base di fontana con statua di Tritone. Le due opere rientrano nella serie di reperti rinvenuti nel centro storico di Salerno, ma purtroppo sono privi di una documentazione che ne certifichi la provenienza esatta e non è possibile risalire con certezza né al periodo storico, né alla loro collocazione originaria.

Per quanto riguarda il capitello l’ipotesi è che risalga al I sec. d.C. con un reimpiego nel corso del Medioevo. Per quanto riguarda la statua, decorava molto probabilmente una dimora nobiliare e le caratteristiche permettono di collocarla tra XVI e XVII sec.

La staua di Tritone è stata rilevata in fotomodellazione usando il software Zephyr di 3D Flow. Sono state usate in tutto 105 foto (di cui 98 correttamente allineate dal software), che hanno permesso di ottenere una mesh di 1.717.201 poligoni (in seguito decimati a 634.105) con una texture a 4096 pixel.

Il modello è stato successivamente importato in Blender per ricostruire una porzione mancante del braccio sinistro. Attraverso gli strumenti di sculpting di Blender, Francesca ha potuto modellare in digitale la mesh; in particolare si è servita di questo tools: pennello Clay per aggiungere la materia mancante, pennello Crease per dare gli spessori corretti, pennello Flatten e Smooth per correggere e lisciare alcune zone della superficie.

In questo caso Francesca ha restaurato solo una parte della statua, ma naturalmente questo approccio potrebbe essere applicato all’intera opera.

Al termine del restauro digitale, entrambi i modelli, sia quello da rilievo 3D sia quello restaurato digitalmente, sono stati pubblicati sul web sulla piattaforma Sketchfab e su 3D Virtual Museum.

In questo modo, i visitatori del Museo avranno la possibilità di vedere sul proprio smartphone anche il modello restaurato, attivando il contenuto 3D attraverso un QRCode che verrà posizionato a fianco dell’opera originale.

Nella seconda parte del lavoro Francesca si è dedicata al restauro digitale della colonna con capitello corinzio. Innanzitutto, è stato rilevato in fotomodellazione, sempre con Zephyr, capitello e base di colonna oggi esposti sovrapposti all’interno del Museo. Il rilievo non è stato semplice a causa della posizione dell’oggetto, quasi addossato ad un muro, e ciò ha reso ovviamente molto complicato fotografarlo in modo adeguato su tutti i lati. Nonostante ciò, dopo alcune prove, Francesca è riuscita a ottenere un modello completo, sia nella mesh che nella texture.

Il modello così ottenuto è stato in seguito importato in Blender, un programma open source di grafica 3D, dove è stato suddiviso nelle due parti che lo compongono: il capitello vero e proprio e la base di colonna.

Dopo alcune piccole correzioni apportate con gli strumenti di sculpting di Blender, in modellazione 3D è stato ricostruito il fusto della colonna, riportando i due elementi, capitello e base, nella loro posizione corretta e restituendo ai due elementi architettonici la corretta lettura.

Infine, i modelli sono stati pubblicati su Sketchfab per essere fruiti attraverso un QRCode, esattamente come per la statua del Tritone.

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