I Cisternoni romani di Albano Laziale stampati in 3D

08 Apr I Cisternoni romani di Albano Laziale stampati in 3D

Continuiamo a presentarvi i project work realizzati dai partecipanti alla prima edizione di Makars: dopo l’esempio degli ausili tattili realizzati per la Basilica di S. Stefano di Bologna, ecco il plastico dei Cisternoni di Albano Laziale realizzato in stampa 3D da Andrea Milan.

Andrea Milan è archeologo, laureato con indirizzo islamico alla Sapienza di Roma, e negli ultimi anni ha approfondito il tema della tutela del patrimonio culturale; è inoltre membro attivo della Community di 3D Virtual Museum.

Partendo da una documentazione grafica tradizionale, ha ricostruito in modellazione 3D i Cisternoni di Albano Laziale e ne ha realizzato una riproduzione in scala in stampa 3D.

L’imperatore Settimio Severo attorno al 202 fece installare nel luogo dell’attuale centro storico di Albano la Legio II Parthica: nacquero così i Castra Albana, gli imponenti accampamenti che rimasero in funzione fino alla fine del III secolo. La grande cisterna dell’accampamento può senza dubbio considerarsi uno tra i più spettacolari monumenti di Albano e del mondo romano. La pianta è rettangolare con i lati lunghi di m. 47,90 e m. 45,50 e quelli corti di m. 29,62 e m. 31,90. La cisterna è stata realizzata in parte scavando direttamente il banco roccioso e in parte in muratura. Essa è divisa in 5 navate con volta a botte sostenute da 36 pilastri ed è rivestita da intonaco impermeabile (opus signinum).

L’importanza dei Cisternoni di Albano deriva non solo dalla loro dimensione, che permette di immagazzinare più di 10.000 mq di acqua, ma soprattutto dal fatto che, dopo quasi duemila anni, ancora funzionano perfettamente, alimentati da condotte romane che captano le acque da sorgenti poste lungo i fianchi del cratere vulcanico del Lago Albano.

Il primo passo è stato procurarsi tutta la documentazione grafica disponibile; non molta in realtà: alcune piante e sezioni piuttosto datate.

Partendo da questa documentazione, Andrea ha ricostruito il modello 3D dei Cisternoni utilizzando il software Blender. La scelta è stata di non ricostruire la struttura integralmente, data la ripetitività e simmetria degli elementi architettonici, ma di modellare solo i basamenti di muri perimetrali e colonne e di modellare gli alzati solo di alcuni elementi principali. Questo approccio è stato scelto per facilitare la lettura del plastico stampato in 3D.

Una volta creati in modellazione 3D tutti gli elementi architettonici, i modelli digitali sono stati preparati e ottimizzati per la stampa usando il software Netfabb. Il modello complessivo è inoltre stato suddiviso in porzioni di dimensioni adatte al volume di stampa della stampante a disposizione. Dopodiché con il software open source Cura è stato realizzato lo slicing dei modelli e creati i vari file GCODE.

I modelli sono stati stampati usando la stampante 3D Sharebot KIWI e semplice PLA bianco.

Dopo alcune operazioni di post-lavorazione, le varie parti stampate sono state assemblate incollandole su un foglio di plexiglass trasparente, che è stato a sua volta fissato con un perno su una base di legno su cui era stata precedentemente fissata la pianta dei Cisternoni.

In questo modo è ora possibile vedere il plastico dei Cisternoni perfettamente sovrapposto alla planimetria, e sfruttando il perno è possibile ruotare il plastico per visualizzare la planimetria da sola.

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