Dal restauro virtuale alla riproduzione in stampa 3D di reperti archeologici

02 Mag Dal restauro virtuale alla riproduzione in stampa 3D di reperti archeologici

Oggi vi presentiamo il project work di Ivana Vacirca, elaborato al termine della prima edizione di Makars (qui potete leggere quelli che abbiamo già pubblicato: www.mak-ars.it/project-work/).

Ivana Vacirca è archeologa e svolge attività di divulgazione e didattica nei musei per le scuole. Ivana si è occupata del restauro digitale di un reperto archeologico del Museo della Ceramica di Caltagirone (CT).

Si tratta di un aryballos corinzio, un piccolo contenitore (H. 17,5 cm; diametro max 8 cm) per olii profumati usato per la toeletta femminile. La decorazione principale dipinta in vernice rosso-brunastra raffigura una sfinge alata tra rosette. Il reperto è datato al VII secolo a.C. (650-630 a.C.) e proviene dal sito archeologico di Monte San Mauro, un ampio rilievo formato da 5 colline a pochi km a sud ovest di Caltagirone.

Gli obiettivi del progetto di Ivana erano due in particolare:

  • dare visibilità a un reperto attualmente non visibile al pubblico, in quanto conservato in magazzino;
  • restaurare la parte mancante in modo da permettere una più facile lettura da parte del pubblico.

I passaggi attraverso cui Ivana ha proceduto sono stati i seguenti:

  • rilievo 3D del reperto
  • restauro digitale delle parti mancanti
  • riproduzione in stampa 3D sia del modello, che del modello restaurato.

Il reperto è stato rilevato in fotomodellazione usando il software Agisoft Photoscan. Sono state acquisite 125 foto, di cui 96 usate per l’elaborazione, con una Nikon–Coolpix P500 scattando a 5 MP di risoluzione.

Il modello 3D è stato successivamente importato in Blender, un programma open source di grafica 3D, per ricostruire la parte mancante dell’orlo.

Infine, i due modelli ottenuti, da rilievo 3D e da modellazione 3D, sono stati convertiti nel formato STL e sono stati riprodotti in stampa 3D. Per la stampa Ivana ha utilizzato una stampante WASP Delta 20 40, utilizzando un PLA color terracotta.

In conclusione, è stato ottenuto un modello tridimensionale che può essere pubblicato su siti internet dedicati, con lo scopo di dare maggiore visibilità a quei reperti che si trovano ancora nei magazzini. Il modello restaurato è stato stampato al fine di ottenere oggetti che possono essere proposti come merchandising o per percorsi didattici: l’oggetto può essere infatti liberamente toccato dal visitatore, permettendo un’interazione con esso e una conoscenza alternativa a quella tradizionale basata sulla sola osservazione.

No Comments

Post A Comment