Com’è andato il laboratorio di stampa 3D a ceramica?

09 Ago Com’è andato il laboratorio di stampa 3D a ceramica?

La stampa 3D a ceramica apre nuove possibilità nel campo dei Beni Culturali, perché permette di tralasciare le tradizionali termoplastiche e di lavorare direttamente con impasti ceramici puri.

E’ quasi giunta al termine la seconda edizione di Makars, la prima Scuola di Fabbricazione Digitale per i Beni Culturali, organizzata da 3D ArcheoLab presso il FabLab di Parma. Dopo aver parlato di stampa 3D stereolitografica, di stampa 3D a sinterizzazione e di stampa 3D FFF, è stata la volta del Laboratorio di stampa 3D a ceramica.

Nel panorama delle tecnologie di stampa 3D, quella a ceramica è relativamente recente e ancora poco diffusa rispetto a tecnologie ben più note come quella FFF, SLA o DLP. Le sue potenzialità sono tuttavia enormi, in quanto questa tecnologia consente di di stampare utilizzando non termopolimeri, ma veri e propri impasti come l’argilla, la ceramica o la porcellana, e in generale qualsiasi tipo di impasto della giusta densità.

Le stampanti che permettono di utilizzare questi materiali derivano generalmente dalle stampanti FFF, dove il tradizionale estrusore, dotato di hot-end per sciogliere il filamento di termoplastica, è sostituito da un estrusore in grado di dosare il rilascio di un impasto. Gli oggetti ottenuti con questa tecnologia hanno il grande vantaggio che possono essere facilmente post-lavorati, come normali ceramiche crude, possono essere cotti in normali forni per ceramica e possono inoltre essere dipinti e rivestiti con facilità.

Questo tipo di tecnologia apre molte possibilità per chi lavora con il nostro patrimonio culturale, ad esempio per la riproduzione o il restauro di oggetti ceramici. La possibiltà di stampare impasti ceramici permette infatti di utilizzare materiali più compatibili con le esigenze del restauro rispetto ai tradizionali materiali impiegati nella stampa 3D, che sono nella maggior parte dei casi basati su termopolimeri.

Durante il Laboratorio di Stampa 3D di ceramica per i Beni Culturali abbiamo visto come preparare correttamente un impasto di porcellana e abbiamo utilizzato una delle stampanti per ceramica più diffuse, la DeltaWASP con estrusore WASP Extruder LDM (Liquid Deposit Modeling).

Grazie infatti alla partnership con l’azienda italiana WASP, uno dei principali produttori italiani di stampanti FFF, e con il FabLab Parma, i nostri studenti hanno a disposizione per tutta la durata di Makars una stampante DeltaWASP 20 40 con estrusore LDM, per sperimentare e per preparare il proprio project work conclusivo.

[/vc_column][/vc_row]
No Comments

Post A Comment