2016 – Seconda edizione

La seconda edizione di Makars si è svolta da lunedi 9 maggio 2016 a giovedi 1 settembre 2016, presso il FabLab Parma, in Strada Naviglio Alto 4/1.
Sul nostro Blog puoi leggere il racconto di ciò che abbiamo fatto in questi mesi (www.mak-ars.it/category/makars-edizione-2-2016/).

Partecipanti

Buonavoglia

Debora Buonavoglia

Abstract del project work

Il progetto di cui mi sono occupata consiste nell’ottenere da modelli 2D un modello 3D del Partenone di Nashville.

Alcune foto del Partenone di Nashville, una replica del Partenone di Atene costruito nel 1897 per l’Esposizione Centennale del Tennessee, sono state elaborate e modificate ottenendo file vettoriali. Dopo aver ottenuto i file, questi sono stati elaborati con una laser cutter che ha permesso di ritagliare i contorni del modello e incidere sul materiale il disegno del Partenone; al termine i singoli pezzi del modello sono stati uniti tra di loro.

L’obiettivo è mostrare come in uno studio complesso come quello dell’architettura greca, l’uso di modelli in 3D possa semplificare la comprensione e facilitare la divulgazione.  

Bio

Sono laureanda magistrale presso l’Università di Ferrara in Archeologia, precedentemente laureata presso l’Università Suor Orsola Beninacasa in Conservazione dei Beni Culturali con indirizzo Archeologico Applicativo. Durante la carriera universitaria ho frequentato molteplici corsi e scavi archeologici che mi hanno portato ad accrescere l’interesse verso l’Archeologia del paesaggio e la sua ricostruzione. Ho nutrito grande interesse per la geoarcheologia e l’archeobotanica come mezzo di studio ed analisi di paesaggi e contesti antichi. Recentemente mi sono avvicinata al mondo 3D tramite la Scuola Makars, riscontrando una grande utilità all’interno dello studio archeologico.

VannaG400

Vanna Guandalini

Abstract del project work

Il progetto si propone di utilizzare la tecnica della stampa 3D per riprodurre in rilievo i soggetti decorativi di due oggetti artistici secondo modalità che ne permettano una lettura attraverso l’uso delle mani. I due soggetti selezionati sono un vaso a figure rosse, proveniente dal Museo Archeologico di Ferrara, ed una tempera murale, proveniente da Villa Cicogna di San Lazzaro di Savena (BO).

La tecnica di restituzione prevede due livelli di lettura: la profondità, resa tramite l’estrusione a diverse altezze dei piani figurativi, e il pattern a rilievo che permette una interpretazione degli elementi presenti, corredato da una tavola legenda che riporta una breve descrizione in braille delle parti in cui è stato suddivisa la rappresentazione. Per quanto riguarda il vaso, il progetto prevede la stampa in PLA dell’oggetto e, separatamente, la stampa della decorazione a rilievo, con l’intento quindi di rendere la lettura di entrambi gli elementi. La pittura murale è stata suddivisa in aree, anch’esse stampate a rilievo, da collocare su un pannello di supporto.

Bio

Formata nel settore della grafica e del web, ho intrapreso la strada della libera professionista, avendo sviluppato un particolare interesse per scansioni 3D, fotomodellazione e modellazione. Inoltre mi occupo di stampa 3D per un service di Mantova. Alcuni anni fa ho conseguito un diploma di tecnico del restauro per le opere murali ed architettoniche ed in precedenza ho frequentato, per alcuni anni, il corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali. Nel 2016 ho partecipato a MAKARS, la prima Scuola in Italia per la Fabbricazione Digitale dei Beni Culturali, grazie alla quale sono riuscita a riavvicinarmi alla vecchia ambizione di lavorare per la conservazione e fruizione dei beni storico-artistici.

Parisi

Erica Isabella Parisi

Abstract del project work

Il progetto consiste nell’utilizzo di tecniche di rilievo digitale, stampa 3D con diversi materiali e trattamenti di post produzione degli oggetti ottenuti per simulare la superficie di manufatti in bronzo antichi, caratterizzata dalla presenza di prodotti di alterazione e corrosione della lega. In questo modo gli oggetti prodotti saranno più verosimiglianti a quelli reali, consentendo di apprezzarne così, non solo la morfologia, ma anche l’aspetto tipico di un bronzo antico.

Tra gli oggetti selezionati per testare tali procedure di post-poduzione sono stati scansionati n. 3 anelli in bronzo di epoca romana, ritrovati nel sito archeologico di Veleia e conservati presso il Museo Archeologico di Parma.

Nel dettaglio, gli oggetti sono stati sottoposti ad un rilievo digitale tramite uno scanner a luce strutturata (Scan in a Box), per essere poi stampati con diversi tipi di materiale e tecniche (stampa FFF, con filamento contenente polvere di bronzo, stampa DLP, con una resina fotoattiva). Gli oggetti ottenuti sono stati poi sottoposti a trattamenti di post-produzione, tramite l’utilizzo di opportune sostanze chimiche in grado di ossidare la polvere di bronzo presente in superficie (fegato di bronzo, soluzioni ossidanti) o la vernice metallica applicata sull’oggetto in resina, per ottenere un aspetto molto simile a quello reale. Infine, per ultimare il trattamento, un rivestimento protettivo (inibitore di corrosione), è stato applicato per proteggere l’oggetto da ulteriore corrosione. Un ulteriore trattamento di invecchiamento artificiale è stato eseguito sugli oggetti ottenuti da un calco in gomma siliconica degli oggetti stampati in resina, nei quali è stata colata una speciale resina metallica (80-85% metallo) che indurisce a freddo, senza necessità di fusione. In questo modo si possono ottenere, quindi, veri e propri oggetti metallici, con le stesse caratteristiche di peso e ossidazione.

Lo scopo finale di tale progetto è quello di fornire oggetti realistici, simili agli originali, utilizzabili per merchandising oppure per scopi didattici. Gli utenti finali potranno, infatti, maneggiare, osservare e anche indossare gli oggetti così ottenuti.

Bio

Ho conseguito il Dottorato in Scienza per la Conservazione dei Beni Culturali a Febbraio 2016, presso l’Università di Firenze, dopo una laurea specialistica in Scienze applicate ai Beni Culturali ottenuta presso l’Università Sapienza di Roma. Il percorso accademico ha riguardato prevalentemente l’analisi diagnostica micro-chimica e micro-strutturale di manufatti metallici antichi; con il progetto di dottorato ho sviluppato, invece, un sistema di pulitura per la rimozione di prodotti di corrosione da manufatti metallici, tramite sistemi polimerici filmanti. Dopo il dottorato ho approfondito l’interesse per l’applicazione delle tecniche digitali al mondo dei beni culturali grazie alla scuola MAKARS – La Prima Scuola Italiana di Fabbricazione Digitale per i Beni Culturali, frequentata da Maggio a Luglio 2016 a Parma.

Invito alla manifestazione d’interesse - ad utenti esperti nel settore dei servizi finanziari, al fine di concludere un contratto relativo alla prestazione di servizi nel campo del forum FIN-USE

Stefano Rossi

Abstract del project work

Il progetto consiste nel creare una mappa ludica interattiva del sito archeologico di Veleia, grazie alla quale il visitatore avrà la possibilità di accedere a contenuti di tipo digitale. Attraverso la stampa 3D e la post lavorazione di alcuni dei reperti presenti nel museo e l’inserimento di alcuni qr code all’interno della composizione a puzzle della mappa, i ragazzi che visiteranno il luogo potranno imparare fatti storici del sito in modo divertente.

La mappa impiegata è stata quella del 1765, risalente al periodo degli scavi intrapresi per volere dell’allora duca di Parma Filippo I di Borbone. Essa è stata elaborata attraverso il software Inkscape ed infine ricreata su legno e suddivisa in più parti tramite l’uso della macchina Laser cutting.
Ogni reperto riporta alla base un colore che corrisponde ad un qr code della medesima tonalità, elemento che consente di identificare le rispettive aree di rinvenimento in modo facile ed intuitivo.

I qr code presenti rimandano a delle apposite pagine web all’interno del sito 3D Virtual Museum, mostrando i reperti pubblicati online con le relative informazioni di base e fornendo spiegazioni generali sui principali ambienti che caratterizzavano la città di epoca romana.

Bio

Nato e vissuto a Mantova, mi sono sempre interessato a varie forme d’arte e d’espressione. Ho deciso di proseguire gli studi in Storia e Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università di Padova ed in seguito perfezionarmi presso l’Università Ca’Foscari a Venezia.
Come tesi di laurea magistrale ho avuto modo di eseguire una ricerca monografica su un artista mantovano del XIX secolo poco conosciuto, reperendo informazioni in biblioteche ed archivi di Mantova e Milano e documentando opere ad esso attribuibili presso privati presenti a Mantova e provincia, Milano, Verona, Padova, Bologna e Reggio Emilia. Nel corso degli ultimi anni ho maturato esperienza pratica in progetti di ambito artistico e culturale presso un’ Associazione Non-Profit e ho avuto modo di partecipare ad un tirocinio della durata di sei mesi promosso da GoUNESCO. L’interesse verso la stampa 3D e le relative applicazioni nei beni culturali, mi hanno portato alla frequentazione del corso Makars.

spatafora

Simone Spatafora

Abstract del project work

In questo progetto si sono cercate di esplorare le possibili applicazioni del rilievo virtuale e della stampa 3D alla didattica universitaria. In particolare il lavoro si è focalizzato sull’acquisizione e riproduzione di un cranio di scimpanzè patologico; l’oggetto proviene da una collezione storica dell’Università di Torino e viene utilizzato spesso durante le lezioni per la presenza di tratti anatomici di rilievo. Questa tipologia di materiale presenta problematiche di conservazione notevoli, che difficilmente si conciliano con un impiego didattico. L’uso del rilievo e della stampa 3D potrebbe rappresentare una possibile soluzione al problema, aprendo vie nuove sia dal punto di vista conservativo che per la fruizione.

L’oggetto è stato inizialmente rilevato sia con tecniche di fotomodellazione che impiegando uno scanner 3D a luce strutturata, elaborando e raffinando successivamente il modello virtuale con diversi programmi di modellazione quali Meshlab, Netfabb e Blender.

Successivamente si è proceduto alla stampa 3D del modello ottenuto da scanner, impiegando più tecniche di stampa (FDM, LDM, DLP). I risultati così ottenuti sono stati confrontati tra loro in modo da evidenziare i punti di forza e debolezze di ciascuna tecnica per diversi possibili impieghi didattici.

Bio

Sono un laureato in Scienza dei Materiali per i Beni Culturali. Durante gli studi mi sono focalizzato nell’applicazione di tecniche di indagine fisica per lo studio dei beni culturali, in particolare la datazione con metodologie magnetiche. Recentemente mi sono avvicinato all’ambito dell’applicazione di tecniche di rilievo e modellazione 3D per la valorizzazione dei beni culturali, frequentando la scuola MAKARS di Fabbricazione Digitale per i Beni Culturali.